La clinica del Restauro


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La Riflettografia IR

Analisi

La Riflessografia (Raggi Infrarossi - IR)



I Raggi Infrarossi e la Riflessografia IR

Questa tecnica,usata sapientemente da un laboratorio ben preparato e attrezzato, non soltanto può rivelare i segreti nascosti sotto la superficie visiva di un dipinto, ma può anche fornire informazioni sulle fasi di lavorazione, offrendo così un contributo decisivo per l'attribuzione del quadro ad un determinato pittore.
La luce infrarossa si distingue per la lunghezza delle sue onde,che penetrano profondamente nella materia. Questo fenomeno si verifica per esempio al tramonto,quando le onde luminose rosse, molto lunghe, riescono a trapassare lo spesso strato dell'atmosfera, carica di polvere e di fumo, mentre la luce di altri colori a onde più corte viene assorbita.
In un quadro i raggi infrarossi possono penetrare nello strato di colore, nel caso esso sia sottile, giungere sino alla base della preparazione bianca.
Questa tecnica è applicata nella moderna Riflessografia IR.
L'applicazione di questa tecnica è molto importante per la distinzione tra copia ed originale.
Quasi sempre un vero pittore esegue dapprima a matita di carbone o piombo uno schizzo dei contorni dell'immagine sulla tela preparata. Il nero della matita assorbe i raggi infrarossi, mentre tutti gli altri colori vengono riflessi, captati da una telecamera speciale e riprodotti su un normale monitor.
Se ad esempio un copista ha tracciato un reticolato per riportare le giuste proporzioni del dipinto, le linee nere, captate dal sensore della camera ripresa, appaiono ben visibili sullo schermo. Si tratta senz'altro di una copia.
Ogni pittore sviluppa uno stile presonale. Un buon esperto è in grado di riconoscere la mano di un artista semplicemente osservando uno schizzo o un disegno.
Con la riflessografia a volte si riescono a distinguere alcuni tipi di pigmenti usati, facilitando così la datazione di un dipinto. Ad esempio le tinte contenenti cromo riflettono i raggi IR in modo particolarmente forte ed esse vennero introdotte nella pittura europea intorno al 1800.
Una riflessografia che mette in luce i disegni può dare risultati soltanto se applicata a dipinti che abbiano come base uno strato bianco riflettente, cioè una preparazione di una certa consistenza su cui siano stati abbozzati i primi tratti del disegno con una punta nera. Questa tecnica veniva però usata principalmente su quadri importanti, con rappresentazioni complesse, per distribuire i vari elementi figurativi in modo migliore.
Il fatto di non trovare un riscontro riflesso grafico in opere minori non costituisce in sé un motivo per dubitare dell'autenticità del quadro o dell'efficacia del metodo.


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